Nel 1943 l’esercito americano realizzò in Sicilia il primo sondaggio d’opinione con lo scopo di definire un piano di distribuzione e razionamento delle scorte alimentari, ma anche per verificare se questa tecnica e i valori politici fossero applicabili a qualsiasi nazione.
Se all’estero i primi sondaggi d’opinione erano adottati per la ricerca di mercato e la pubblicità; in Italia, nello stesso periodo, l’interesse per i sondaggi fu da subito di origine politica. Durante il fascismo, infine, questa tecnica veniva usata solo per scopi di spionaggio e di controllo sociale.
L’indagine di opinione otteneva una scarsa partecipazione a causa della povertà generale e della mancanza di un consumatore medio. Per suscitate la partecipazione politica lo statistico Pierpaolo Luzzatto Fegiz, il pioniere italiano dei sondaggi d’opinione, ne raccomandò sin dal 1942 l’utilizzo in politica.
Nel 1946 Luzzatto Fegiz avrebbe fondato il primo istituto italiano d’opinione pubblica, la Doxa di Milano. Che all’inizio a causa dell’assenza di commesse realizzava per la maggior parte sondaggi d’opinione di propria esclusiva iniziativa
Solo alla fine degli anni Cinquanta durante il “miracolo economico” le indagini di mercato iniziarono a svilupparsi.
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